• AOSTA_Marzia Migliora_Castello BARD2
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Tommaso De Luca

A room of one’s own 2015 

POTENZA

Museo Archeologico Provinciale

7 ottobre 2015  15 novembre 2015

 

L’opera nasce dalla lettura di un passo di Una stanza tutta per sé di Virginia Woolf, dove si descrive una cena moderatamente raffinata, con giuste forme di cortesia tra i commensali e cibo sicuramente non misero. Eppure il tutto nelle parole di Woolf è insipido, triste, quasi irritante. Il pasto a cui si riferisce non è solo quello fisico, ma assume piuttosto i caratteri della disparità tra i sessi, tema centrale del libro. Sembra negata la parte del gusto, la scintilla, la bellezza, il cibo per l’anima che, nel 1929, era a solo appannaggio degli uomini. Il grande e terribile inganno è quindi che in tavola il cibo viene sì servito, ma è senza sapore.

Lungi dal potersene lamentare- perché le regole sociali di quella tavola lo vietano - si soffoca il pensiero di poter dire che la cena non fosse buona. Si manda giù il boccone.

Addirittura il brodo di carne, così trasparente che avrebbe potuto far vedere la decorazione del piatto, rivela invece una superficie bianca e vuota: anche la bellezza è negata a questa tavola. Nel cortile del museo si trova il testo di Virginia Woolf, riportato sulle finestre, in un susseguirsi di frasi che accompagna lo spettatore nel cammino per il perimetro del giardino - divenuto una stanza intima, la stanza tutta per sé del titolo. Disseminate invece per il cortile si trovano pile di piatti ridipinti, trasformati in colonne, riassemblati con ironia e anarchia (bisogna rifuggire la rabbia diceva Woolf). Una dimostrazione di dissenso verso quel cibo insipido e immeritato, la decorazione mancante, il disegno tolto allo sguardo, che potrebbe aprire la strada alla conoscenza (non è in fondo questa l’idea della Cuccagna?).

L'artista

Ha 25 anni, è veronese d’origine ma, vive a Roma dal 2010, anno della sua residenza al Pastificio Cerere, fondazione che realizza e promuove progetti formativi e programmi di residenze dedicati a giovani artisti e curatori. Finalista al Premio Furla 2013, Tomaso De Luca ha alle spalle quattro mostre personali, il primo posto al Premio Lum 2011 e la collaborazione con la galleria Monitor di Roma.

Nei lavori recenti di De Luca la natura selvaggia e imprevedibile è presentata allo spettatore in tutta la sua forza.