• AOSTA_Marzia Migliora_Castello BARD2
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Marzia Migliora

H317– Può provocare una reazione 2014/2015

BARD(Aosta)

Museo delleAlpi  Forte di Bard


La frase che dà il titolo alla mostra appartiene alle “Frasi H” (frasi di rischio), contenute all'interno del Regolamento (CE) n. 1272/2008: indicazioni di pericolo sul posto di lavoro che mettono in allerta dai rischi per la salute umana, animale e ambientale connessi alla manipolazione di sostanze tossiche.

 Le due installazioni che compongono l’opera si fondano su una provocazione, a cominciare dal titolo. L’artista mette subito al centro la questione fondamentale di questo momento storico, ponendosi e ponendoci a chiare lettere la domanda: quale lavoro e dove?

La frase Looking for a job è installata con la tecnica dell’anamorfosi, dispositivo di illusione ottica che consente di interpretare le immagini da un unico punto di vista. In questo modo il pubblico è chiamato a mettersi in gioco, trovando quel punto di vista prestabilito, quello sguardo necessario ad afferrare la frase nel suo senso più profondo, sperimentando così in prima persona l’illusorietà e la poca consistenza che essa stessa oggi rivela.

 La seconda opera presente fa riferimento al palo della Cuccagna, protagonista della festa popolare tradizionalmente associata a riti di benessere e prosperità. L’artista sceglie di rappresentare la festa in un momento di sospensione: non si sa se i festeggiamenti si siano appena conclusi o stiano invece per cominciare. Ciò che l’artista mette in scena con la sua Cuccagna è ambivalente: alla cruda frustrazione di fronte alla sottrazione del benessere e dell’abbondanza, si contrappone la fiducia nella possibilità della reazione, come recita il titolo.  


L'artista

Il lavoro di Marzia Migliora si articola attraverso un'ampia gamma di linguaggi che includono la fotografia, il video, il suono, la performance, l'installazione e il disegno. Le sue opere traggono origine da una profonda attenzione per l'individuo e il suo quotidiano: eventi minori, fatti d'attualità  e memorie personali da cui l'artista si muove per affrontare temi come l'identità, le contraddizioni, il desiderio e la responsabilità, toccando la storia presente e passata e mettendo in relazione luoghi e narrazioni. Le sue opere si pongono come interrogativi che mirano a un coinvolgimento attivo del fruitore, che diventa protagonista e senza il quale l'opera stessa non può essere risolta. Ne deriva un lavoro composito capace di alimentare un'esperienza condivisa, di forte partecipazione emozionale e intellettuale per il pubblico.