• AOSTA_Marzia Migliora_Castello BARD2
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Marco Bagnoli

La Voce. Nel giallo faremo una scala o due al bianco invisibile 1975/2015

NAPOLI

MADRE, secondo cortile

10 ottobre 2015 – 29 febbraio 2016 

Una prima versione dell’opera La Voce fu realizzata dall’artista nel 1974-75, nella forma di una scala a pioli incastrata nel muro del suo studio-abitazione milanese, attraversandolo diagonalmente: “scendendo e ascendendo”, l’opera stabiliva un arco lineare e un ponte ideale rivolto “all’empireo” (Germano Celant) quanto al terrestre, all’immateriale quanto al materiale, coniugando esperienza fisica e dimensione metafisica. I pioli della scala si allontanavano e si avvicinavano secondo un diagramma prospettico in tralice, una scala di toni armonici, di frequenze convergenti verso un punto visivo esterno e all’infinito. Nella successiva versione realizzata in ferro, la scala si appoggiava invece su un unico punto che rendeva l’ascensione oggettivamente instabile, ma simbolicamente solida per l’utilizzo di un materiale come il ferro. 

L'artista

Nato nel 1949 a Firenze, dove ancora vive, Marco Bagnoli ha presentato il suo lavoro in numerose esposizioni in Italia e all’estero. Tra le principali: nel 1986 a Sonsbeek, l’anno successivo e nel ’92 a Documenta, a Kassel. Sempre nel ’92 espone al Musée Saint Pierre di Lione, al Magasin di Grenoble e al Castello di Rivoli. Nel 1995 espone con una sua personale al museo Luigi Pecci di Prato.

Da ricordare l’altare realizzato tra il ’94 e il ’95 nella chiesa di S. Miniato al Monte a Firenze per volere dei Padri Benedettini. Nel ’96 ha realizzato una installazione per la mostra "Accumulazioni 2" ideata da Rudi Fuchs nella sede di Zerynthia a Paliano.