• AOSTA_Marzia Migliora_Castello BARD2
  • AOSTA_Marzia Migliora_Castello BARD2
  • AOSTA_Marzia Migliora_Castello BARD2
  • AOSTA_Marzia Migliora_Castello BARD2

Luca Maria Patella

L’Albero della cuccagna 2015

SPOLETO

Rocca di Albornoz, Malborghetto

16 ottobre – 14 dicembre 2015


Luca Maria Patella presenta un’imponente scultura giocosa, ludica, ideale per grandi e piccini. Un’opera “ironico-seria”, un albero che non è né buffonesco, né serioso, ma profondamente linguistico.
Descrizione dell’artista: “I linguaggi sono come serpenti, pericolosi e vitali, che scappano da tutte le parti. Già nei ’60, parlavo di “ironico-serio”: due aspetti dialettici (ma attenzione! non si tratta né di buffonesco, né di serioso).

Ecco un primo aspetto: il mio Albero della CUCCAGNA si è “insediato” nel cuore della città in piazza Pianciani. Albero della vita, del battesimo, della Sapientia? Ha anche forse “occhieggiato” lo scolabottiglie del grandpère Marcel.
Si notano lassù quattro enormi Caramelle Colorate che mettono in evidenza quattro scritte, formanti una e-mail telegrafica: è Rino che comunica alla sorella Mella, che l’altra sorella, Della è morta. Le manda anche il nipote Lino, per spiegarle e consolarla. La missiva la manda Rino. Salvo che non si è accorto di aver scritto una sciarada concreta (per non dire...concretina!).
In cima alla Cuccagna, svetta poi un Pitalone Colorato (come nei pagliai) che esibisce una scritta: PÒ2, cioè… popò?!
Tutto intorno all’Albero, corrono una decina di bimbi–PANOCCHI, con in testa un Panama, fornito, sulla Cupola, di un pinocchiesco sfilatino di Pane, nonché di due grandi Occhi.
Ogni Panocchio tiene in mano un Nastro colorato che pende da una grande Ruota di Carro situata alla sommità dell’Albero: girando i bimbi, i nastri si avvolgono intorno alla Cuccagna.
Ed ecco l’aspetto nascosto dell’Installazione: Le Caramellone ed i nastri sono dei “4 Colori” delle Funzioni Psicologiche (rosso-sentimento, blu-pensiero, verde-sensazione, giallo-intuizione) secondo C. G. Jung, anni ’20. Mentre, i Panocchi citano… un’opera di Duchamp del ’12: re e regina, attorniati da nudi veloci…

Ma ora mi “arresto”, vi ringrazio, vi saluto
e sono (chi? io e loro!) il vostro”
Luca Maria Patella

L'artista

L'artista nasce nel 1934 a Roma. Fin dagli anni '60 ha operato in un ampio spettro di ricerche sperimentali. Fu tra i primi sperimentatori della multimedialità: dalla grafica alla fotografia (professionale e inventiva), dal libro d'artista al "film-opera" e al video, all'uso del gesto e del corpo nelle performance, dall'indagine psicoanalitica all'analisi interdisciplinare tra arte e scienza, grazie al bagaglio culturale maturato quando, per alcuni anni, ha studiato all'estero Chimica Elettronica Strutturale. Opera anche come regista e letterato (saggio, romanzo, poesia). Usa il linguaggio verbale in tutte le sue possibilità espressive, a volte lo scompone fino ai fonemi e ne mette a nudo la complessità dei significati molteplici. È stato tra i primi artisti europei a realizzare una mostra come visione di diapositive, a far consistere una mostra in una 'azione' o in una “dimostrazione” in chiave ‘didattica' (con proiezioni verbo-visive). Ha anticipato intuizioni tra la Land Art, il “Comportamentismo” e il Concettualismo, pur restando un artista "totale", autonomo, del tutto particolare e incatalogabile ("Patella rassemble à Patella / Dichiarazione Noètica", 2015).