• AOSTA_Marzia Migliora_Castello BARD2

Baruchello

Come la quercia  2015 

ROMA

Macro Hall

8 ottobre 2015  6 marzo 2016    

Baruchello muove dall’idea che oggi “l’Albero della cuccagna” sia forse più un miraggio che una realtà e che un albero vada immaginato e pensato, attraverso un processo di sospensione, di ascolto e identificazione.
L’artista propone al MACRO uno giardino-pensatoio che invita a immaginare l’albero in una situazione di riposo, di lentezza e di sogno, uno luogo sottratto al tempo ipertrofico della produzione e del consumo standardizzati. Lo spazio giardino di Baruchello è un vero spazio di terra nel quale una quercia giovane e una radice vecchia si dispongono ai lati di un letto, luogo del sogno, del riposo e della riflessione. Agli angoli dell’installazione una serie di monitor trasmettono immagini in movimento, sollecitazioni ulteriori da cui partire per immaginare/pensare l’albero. Su un comodino vicino al letto una serie di piccole boccette contengono essenze/parole derivate dai sogni. Il pubblico è anch’esso invitato a lasciare indicazioni per partecipare a questo laboratorio dell’immaginazione.

Per pensare l’albero, sembra dirci Baruchello, è necessaria anche la consapevolezza del contesto in cui l’albero è vissuto, vive e vivrà. Le condizioni ambientali sono prima di tutto condizioni etiche, di responsabilità e il paesaggio mentale che ognuno dovrebbe percepire e affrontare. Il tempo vegetale indica pertanto un altro tempo della politica o del vivere insieme.

Il piccolo giardino è uno spazio, anche magico, in cui la storia, l’attualità, il possibile/futuro si mescolano per produrre una terza via: tra passato e presente, tra storia e memoria, tra vecchio e nuovo, ovvero tra contraddizioni apparentemente insolubili, in vista di un ipotetico futuro albero/possibile, nell’atmosfera immateriale della memoria, del sonno/sogno.

L'artista

(Livorno, 1924)

È un artista e pittore italiano di fama internazionale. Grande sperimentatore di tecniche e linguaggi, è stato l'allievo prediletto di Marcel Duchamp e vicino al pensiero di Gilles Deleuze e di Jean-François Lyotard.

Nasce nel 1924: il padre è avvocato, direttore dell'Unione Industriali di Livorno e docente all'Università di Pisa, la madre è insegnante elementare. Dopo la guerra si laurea a Giurisprudenza con una tesi in Economia, e nel 1947 lavora alla Bombrini Parodi Delfino. Tra il 1949 e il 1955 si occupa della creazione dell'azienda di ricerca e produzione chimico-biologica Società Biomedica. Nel 1959 Baruchello lascia l'azienda per dedicarsi completamente all'arte.