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Costsas Varotsos

L’Albero della cuccagna 2015


FISCIANO (Salerno) Campus universitario UniSa

dal 22 febbraio 2016

opera permanente

Costas Varotsos aderisce al progetto nazionale “L’abero della cuccagna. Nutrimenti dell’arte” curato da Achille Bonito Oliva con “Orizzonte Due”, imponente opera in acciaio e vetro (l 34 m – h 10 m) che l’artista greco ha donato al Campus di Fisciano dove, da alcuni decenni, è situata l’Università degli Studi di Salerno. Il Campus di Fisciano conferma così la sua attenzione all’arte e all’architettura contemporanea, collocando ad uno dei suoi ingressi, la scultura permanente di Varotsos che segna il nuovo orizzonte dell’università campana.

Come scrive nel catalogo generale, edito da Skirà, Maria Passaro (professore ordinario di Storia dell’arte contemporanea e responsabile scientifico del progetto di Ateneo): «L’albero di Costas Varotsos è orizzontale, come sono orizzontali certi alberi della cuccagna di antica tradizione. Quello di Varotsos è un nastro in acciaio ondulato, snello e sinuoso. Strisce di vetro riempiono, come acqua nei vasi, le curve che toccano la terra. L’acqua è un chiaro riferimento alla terra, da cui ogni albero trae alimento. Un’acqua simbolica o “nutrimento spirituale” per

usare le parole di Varotsos, che raggiunge la stessa altezza nelle due curve creando, per l’occhio, una linea retta: un orizzonte. A ben guardare, l’opera offre più orizzonti. Perché c’è anche quello della scultura che è dinamica, flessuosa, che ha l’andamento di un tratto di curva.

Orizzonti, dunque, capaci di collegare l’indeterminato e il determinato, il finito e l’infinito. “Orizzonte Due” si pone come un elemento del paesaggio mostrando l’interazione con il luogo. Infatti, non impedisce allo sguardo di andare oltre. La luce scorre sulle superfici trasparenti rendendole, a loro volta, diffusori luminosi, grandi amplificatori di luce. Al di là dei vetri si schiudono spazi senza limite, “spazi al di là della quiete” scriveva Leopardi riferendosi al futuro. E al futuro guarda anche Varotsos. Un futuro a più orizzonti, simbolo della ricchezza inesauribile e inquietante della realtà».

L’opera di Costas Varotsos al Campus di Fisciano segna una nuova importante tappa dell’”Albero della Cuccagna. Nutrimenti dell’arte” di Achille Bonito Oliva in Campania, dopo le installazioni a Napoli di Marco Bagnoli al Museo Madre, Maurizio Elettrico a Castel Sant’Elmo, Luigi Ontani al Museo Archeologico Nazionale, Paul Renner alla Vigna San Martino/Fondazione Morra, Lorenzo Scotto di Luzio alla Fondazione Morra Greco e di Matteo Fraterno ed Emiliano Maggi alla Certosa di Padula (Sa).

L'artista

Costas Varotsos nasce nel 1955 ad Atene, dove vive e lavora. Nel 1976 si diploma all’Accademia di Belle Arti di Roma e nel ’78 si laurea in architettura.
Nel corso degli anni ’80 ottiene importanti riconoscimenti pubblici in Grecia con la committenza delle grandi sculture “Il Poeta” per Nicosia (Cipro) e “Il Corridore”, di 11 metri di altezza, per la Città di Atene e nel 1987 partecipa alla Biennale di San Paolo (Brasile).
Nel 1990 riceve la borsa di studio Fullbright e risiede a New York.
Negli anni seguenti è presente a numerose esposizioni, tra le quali ricordiamo la partecipazione ad “Arte Laguna” nell’ambito della XLVI Biennale di Venezia (1995).

Costas Varotsos predilige le grandi dimensioni e le sue opere testimoniano una riflessione su temi essenziali della vita e dell’uomo, quali l’energia, lo spazio, il tempo e la natura, con realizzazioni che uniscono monumentalità e profondità poetica.