• AOSTA_Marzia Migliora_Castello BARD2
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Lorenzo Scotto Di Luzio

Pane al pane 2015
NAPOLI

FondazioneMorra Greco Project room
22 ottobre – 1 novembre 2015

Iln°3 di Largo Avellino, un tempo negozio di barbiere, è il luogo scelto daLorenzo Scotto di Luzio, che decide di inaugurare per la Fondazione Morra Grecoun nuovo spazio espositivo, posto a livello stradale ed esposto allo sguardodei passanti, con l‘installazione site-specific dal titolo Pane alPane, che consiste nella realizzazione di un sistema idraulico ispirato al tema dell’abbondanza. L’opera,una pioggia di vino rosso che cade dalsoffitto per depositarsi in un’ampia vasca di raccolta,approfondisce e sviluppa il già ampio repertorio di lavori dell’artista caratterizzatoda allegorie cariche di ambiguità, in continuo conflitto tra austera eleganza esenso del grottesco. Con Pane al Pane sembrarealizzarsi il più opulento dei baccanali: la pioggia dissimula, rendeimmaginifica la percezione della natura stessa, ma poi sporca e marcisce.L’installazione, che è nata "sogno" e morirà "mattatoio",diviene tangibile nella totale percezione degli odori, dei cambiamenticromatici, della diminuzione dei volumi, offrendosi nelle sue constanti variazionidurante tutta la durata dell’esposizione. Allo stesso tempo, la sua frontalitàdiviene condizione necessaria nell’annullamento del valore percettivo delcontorno, per mostrarsi semplicemente come un quadro che ad ogni nuovo sguardoè sempre diverso. Fattasi largo negli ultimi decenni con il progressivo crollodelle ideologie sancito con la caduta del muro di Berlino, l’abbondanza,idea di un consumo illimitato apparentemente libero dall’esauribilità dirisorse e materie prime, si infrange con il crollo delle torri gemelle aNew York e la conseguente crisi economica, lasciando così il terreno ad unadelle grandi paure dell’uomo contemporaneo, già al centro delle profeziepasoliniane alla fine degli anni settanta: la paura della povertà. Qui si ingigantisce la dimensione da happy hour e,attraverso l’uso di un’enorme quantità di vino spruzzato come un colpo nellarealtà scivolosa dello spazio espositivo, l'artista dichiara schiettamente chela ricerca dell’abbondanza, come lo spreco a cui essa è costantemente legata,sono al centro della riflessione compiuta attraverso l’opera. Pane alPane, espressione che costituisce un appello morale al principio di realtà,agisce da contrappasso verso un falso ideologico tutto da disinnescare.


L'artista

Lorenzo Scotto di Luzio è un artista napoletano (Pozzuoli, 1972). Frequenta lo studio napoletano di Giuseppe Desiato (Napoli, 1935), esponente della Body Art, subito dopo gli studi all’Istituto d’arte. Qui apprende l’uso di media diversi e l’attenzione a elementi propri dell'universo popolare, iniziando a realizzare i primi video, che nascono per l’appunto da quel linguaggio incentrato sul corpo. L'artista, che vive ora tra Napoli e Berlino, presenta una serie di lavori, sculture cinetiche simili a "macchine celibi", fotografie, disegni eseguiti con capelli, cortometraggi, confermando la poliedricità degli interessi della sua ricerca verso tutti i livelli di sperimentazione del linguaggio artistico. L'artista spesso protagonista delle sue opere, sfrutta ed esalta atmosfere che sembrano divertenti, ma che in sostanza sono dense di malinconica poesia, riflette sui grandi temi della condizione umana e sulla loro trasposizione nell'ambito artistico. Quest'ultimo è analizzato in tutti i suoi aspetti, dall'appartenenza ad un contesto storico ed antropologico sino al cosiddetto sistema dell'arte contemporanea con i suoi metodi di presentazione e circolarità delle opere.